Un giornalista del Sunday Times di Londra ha per caso “scoperto” lo spazio in cui vengono depositate le opere ritenute inadatte al pubblico, principalmente perchè erotiche.
un limbo dell’arte
in attesa che la morale ne permetta l’esposizione.
Un giornalista del Sunday Times di Londra ha per caso “scoperto” lo spazio in cui vengono depositate le opere ritenute inadatte al pubblico, principalmente perchè erotiche.
un limbo dell’arte
in attesa che la morale ne permetta l’esposizione.
(a poem by nikola tosic)
thanks
for letting me live
so long
im already 30
that is already
way too much
a bit more would
be ok
but i am not
pressuring
whatever you decide
is cool with me
Spettacolare azione di guerrilla marketing, quei ragazzi ne sanno a pacchi.
ah, lo scopo era sensibilizzare sulla tratta degli esseri umani. io direi piuttosto shockare ;)
Alcune questioni sono così visibili e vengono ripetute così tante volte da perdere di significato. quel significato intuibile immediatamente che però nell’essere pubblicamente e continuamente contraddetto inizia a perdere la forza e l’evidenza dell’assioma. ok la smetto di essere astratta e vengo alla questione. in realtà l’introduzione nasconde la speranza che i censori si siano persi nell’ipoteticità delle frasi precedenti e non continuino a leggere..
Alberto Galanti: testamento biologico
Scegliendo di combattere una battaglia pubblica e mediatica invece di praticare un’eutanasia ufficiosa o portare la figlia all’estero, il padre di Eluana Englaro ha probabilmente inciso nel percorso legislativo dell’italia. quantomeno in uno specifico ambito: presto sarà necessario definire se i testamenti biologici su YouTube abbiano valore legale. stanno aumentando infatti le persone che mettono on line un video con una dichiarazione del tipo
Inizierò questa sezione con una chicca direttamente dal mio spacciatore di idiozie preferito. come farei senza di te?
Stress at work
ma sembra solo a me o tutti quelli che strippano lavorano in un open space? voglio l’indennità.. per l’ambiente di lavoro a rischio :|
In primo luogo osservate con quanta attenzione la natura, madre e artefice del genere umano, ebbe cura di non lasciar mancare in nessun luogo un pizzico di follia. Se, infatti, secondo la definizione degli Stoici, la saggezza consiste solo nel farsi guidare dalla ragione, mentre, al contrario, la Follia consiste nel muoversi seguendo il capriccio delle passioni, Giove, perché la vita umana non fosse del tutto triste e malinconica, vi infuse molta più passione che ragione, diciamo all’incirca nella proporzione di mezz’oncia rispetto a un asse. Relegò inoltre la ragione in un angolino della testa lasciando il resto del corpo ai turbamenti delle passioni. Quindi, alla sola ragione contrappose due specie di violentissimi tiranni: l’ira, che occupa la roccaforte del petto anzi il cuore stesso, che è la fonte della vita, e la concupiscenza che estende il suo dominio fino al basso ventre. Quanto valga la ragione contro questa coppia gemellare, ce lo dice a sufficienza la condotta abituale degli uomini dove la ragione può solo protestare e ripetere, fino a perdere la voce, i principi morali; mentre quelle altre due mandano a farsi impiccare la loro regina con insulti odiosi, finché lei, prostrata, cede spontaneamente dichiarandosi vinta.
Erasmo da Rotterdam – Elogio della Follia
Ok, forse dovrei rinominare la catena di post: Perchè Facebook mi sta sul cazzo ma lo uso lo stesso.
comunque non ho resistito e dopo 4 minuti di risa convulse, ecco la decisione di postarlo per i miei due lettori, a cui comunque l’ho già mandato via chat. in ogni caso, Riccardo Riande, autore del video, è un genio. e in ogni caso-caso, il link era sulla mia bacheca di Facebook :|
Mi verrebbe da linkare semplicemente la notizia, ma poi i miei due lettori, molto pigri, si lamenterebbero di dover faticare troppo, per cui riassumo: una rivista francese ha scrittto una biografia assolutamente non autorizzata di Marc, un signor nessuno abbastanza ingenuo da lasciare on line dati sufficienti per permettere una ricostruzione, pericolosamente vicina alla completezza, della sua vita attuale e passata.
“Le premier portrait Google du Tigre. Une rubrique toute simple: on prend un anonyme et on raconte sa vie grâce à toutes les traces qu’il a laissées, volontairement ou non sur Internet.”
tutto assolutamente legale, ciò che era sul web, pubblicato dallo stesso Marc, è libero da diritti ed è lì per restare. stesso discorso per l’articolo in questione. chiaramente la principale fonte di informazioni è Facebook, ma molti dettagli personali provengono da fonti disparate.
tutto ciò crea ansia solo a me..?
Le Tigre, l’Articolo.
La Repubblica su Marc.
chiede Marge mentre le stanno per portare via la casa.
io non ho letto il contratto di licenza di Facebook prima di accettarlo, ma devo dire che una istintiva diffidenza l’ho provata. e rannicchiatami con soddisfazione sotto la coperta della pigrizia, per non leggere dove sarebbero finite tutte le informazioni che avrei inserito nel mio profilo, ho deciso di non inserire niente.. sai mai.
e forse ancora una volta la pigrizia mi ha aiutata, ode all’indolenza.
e cosa me ne frega di dove vanno le idiozie che scrivo su Facebook? in linea di massima, niente, ma se scopro che tutte le foto che pubblico, tutto quello che scrivo e tutti i video che posto diventano di proprietà esclusiva di Facebook.. beh non sono a mio agio. e se poi volessi veramente riavere qualcosa che era mio e che Facebook ha arbitrariamente deciso di togliere dalla rete, dovrei rivolgermi alla corte competente.. in California. ottimo. comodo soprattutto. economico. che altro.. ah customer friendly. e per un software basato sulle relazioni sociali, mi pare coerente.
in ogni caso, speriamo che non succeda niente e che non legga nessuno, con tutti quegli errori di grammatica.. uno straniero arrossirebbe. e se non leggesse nessuno, nessuno potrebbe filtrare, censurare. perché si sa che una volta stabilita la possibilità di selzionare il contenuto di un media, le norme secondo cui filtrare diventano solo dettagli. contenuto pedopornografico? approvo. pornografia? già qui sarebbe contestabile. e così via.
se solo le nostre preferenze non fossero dei bocconcini così appetitosi per il marketing e la pubblicità, ci potrei anche credere. ma temo che si passerà oltre la sintassi per focalizzare l’attenzione sul cibo mangiato, sui media consultati, sulle marche preferite, per rivendere le informazioni al miglior offerente.. almeno, io lo farei.
I’m writing this book because we’re all going to die.
Jack Kerouac
Istintiva, evidente verità. creo perché rimanga traccia di me. l’uomo genera dei figli perchè rimanga in qualche modo un segno del suo passaggio. ma c’è anche chi per qualche motivo vede nel morire in modo spettacolare l’unica via per la celebrità. momentanea, com’è sempre in questi casi.
perché ne parlo? perché per la seconda volta un ragazzo si suicida in diretta web. la prima volta fu una chat in diretta, nel Regno Unito, l’anno scorso. il secondo oggi, con una webcam.
due casi molto diversi, un unico spasmo verso il mondo esterno nel momento della scelta suprema. quanto avranno influito i commenti dei presenti? come valuteranno nella solitudine del loro letto le parole che hanno scritto con leggerezza, magari pensando ad un bluff, e che invece si sono rivelate le ultime lette da una persona. che non c’è più.
i rischi della rete. quando l’interfaccia si dissolve.
E chi non ricorda la Diaz. G8 Genova, 2001. Tante botte, pozze di sangue tra i tavolini delle aule, la “macelleria messicana“. arresti ingiustificati di studenti e giornalisti picchiati da robocop in divisa, col volto coperto. di notte, ancora complimenti per l’agguato.
e come giustificare l’arresto in massa senza mandato di cattura? con l’unico reato della legislazione italiana che lo prevede, detenzione di armi in ambiente chiuso. delle spranghe e 2 molotov.
molotov. bel nome molotov, è onomatopeico (mo-lo, e immagini la bottiglia che ruota nell’aria, tov, bang!).
peccato che le bombe incendiarie in questione fossero state piazzate dalle stesse forze dell’ordine. e nel 2008, dopo 7 anni di sospetti, finalmente lo scopriamo? figurarsi. lo “scopre” la BBC, e spero ardentemente che sia vero e che l’inchiesta «Naples Digos Inspector entering Diaz Pertini» ci faccia ancora una volta arrossire di fronte al mondo, mentre i vecchi burocrati sogghignano maliziosamente e come in Animal Farm si grattano la schiena setolosa.
PS. input della Consulente Scientifica.