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September 29th, 2008 at
8:58 pm by
admin
Circondati dalla bellezza quando il verbo manca
e vi s’oppone un caparbio disinteresse
un lasciarsi trasalire al caos
con la calma del giorno dopo
e trovarcisi bene dentro tanto d’accorgersi quanto
la musica si squagli intorno sciolta dai lacci del lume
che pretendiamo portarci.
Allora il vanto
è abitare la vita sicuramente
cavalcare il bisogno, credo non
farcisi trascinare seco.
Addobbato l’antro, tirata la tenda sopra i mali fuori
riesce a percepirsi l’apice.
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September 26th, 2008 at
12:00 pm by
admin
The Doors – People are Strange
Adoro le canzoni che si possono ripetere all’infinito, intrecciando una melodia a forma di 8, o di infinito se preferite, quando la sua coda si riallaccia alla prima nota, che diventa una tra le tante, perdendo il primato ma guadagnando il senso della sua esistenza.
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September 23rd, 2008 at
8:04 pm by
admin
Non sono vegetariana. come dico sempre, probabilmente nella prossima vita, x ora il mio carma non è ancora abbastanza evoluto e non me la sento proprio di rinunciare a una succulenta bistecca. però evito di comprare indumenti in pelle e va da sè che odio le pellicce.. ma.. e se si potesse “coltivare” in vitro un giubbotto di pelle? o far crescere un paio di stivali di cuoio?
c’è chi ci sta provando, e a loro va tutta la mia stima. certo, mi viene da pensare: quanta energia servirà per far crescere abbastanza cellule da comporre un cappotto, in un’era come la nostra in cui c’è scarsità di risorse..
la medaglia ha sempre due facce, con buona pace di chi crede di avere la verità in tasca. ad ogni modo mi sembra un tentatitvo degno di lode, e mi fa morire l’idea di cellule coltivate in un ambiente polimerico biodegradabile che crescono a forma di giubbotto, e se non ho capito male con una tecnologia che fa ruotare costantemente il “barattolo” affinchè il tessuto si sviluppi in 3d. accidenti se non è fantascienza questa..
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September 17th, 2008 at
6:49 pm by
admin
Non so se vi è mai capitato di andare sul sito del Moma, sezione Design and the Elastic Mind. anche solo l’architettura dello spazio virtuale meriterebbe un saggio a sè. comunque, vagando tra i prototipi e le applicazioni industriali più o meno utili ho scoperto la PainStation: una console giocando con la quale si viene puniti ogni volta che si fa un errore.
sono perplessa.. ma la vorrei provare! la descrizione dice che anche solo le reazioni dei partecipanti rendono una partita uno spettacolo divertente per il pubblico. solito vecchio effetto colosseo? godimento ancestrale nel vedere un nostro simile soffrire? e perchè ho voglia di provarla? sono sempre più perplessa..
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September 10th, 2008 at
9:42 pm by
admin
Al via proprio oggi i test iniziali sul funzionamento di LHC (Large Hadron Collider), il nuovo acceleratore di particelle lungo 27 km costruito presso il CERN di Ginevra. I fisici di tutto il mondo attendono direi con ansia i risultati di alcuni esperimenti che per la prima volta si potranno effettuare e il cui risultato potrebbe essere fondamentale per raccogliere nuovi “indizi” che guidino la speculazione scientifica.
Le risposte cercate riguardano quelle domande fondamentali che l’uomo si pone sin dall’antichità: cos’è la materia? come ha avuto origine il cosmo? perchè nella nostra descrizione della realtà fisica “c’è sempre qualcosa che non torna”?
La questione come si può ben intuire è davvero importante e interessa tutti: è la vocazione dell’uomo alla conoscenza, è la curiosità intellettuale di capire il mistero che siamo.
Ora, dannazione, è mai possibile che un manipolo di persone (siano anche fisici, ma vi assicuro che di fisici idioti ne esistono) gridino alla fine del mondo e che questa diventi la vera notizia??
Gli unici buchi neri di cui dobbiamo aver paura sono quelli che inghiottono la verità e le poche nobili virtù umane per sputare fuori cazzate e mediocrità. Di questi ne è pieno il mondo.. e di sicuro LHC non c’entra niente…
(Consulente Scientifica per Omnilia)
PS. grazie Consulente Scientifica, sei sempre la migliore.
Certe idee sono semplici e geniali. oddio semplici non so, non ho idea del codice dietro a quest’applicazione, fatto sta che inserendo un indirizzo web, OrganicHTML, in base alla struttura del sito, produce una forma pseudo-vegetale con caratteristiche dipendenti dai dati html. è più facile farlo che spiegarlo.. a cosa serve? non saprei, ma a cosa serve che serva a qualcosa?
Normalità – follia, saggezza – alienazione, sensibilità – perversione: concetti vaghi, delimitati da una linea sottile. linea che viene sconvolta e soggettivata dal’arte, una forza capace di sospendere il giudizio collettivo richiamandosi all’instabilità degli impulsi che solo essa è in grado di suscitare.
cosa dire di un artista che costruisce mezzi pesanti come fossero cattedrali gotiche, sagoma custodie per motociclette, che ha ideato e costruito una macchina in cui si inserisce cibo e che espelle feci (che lui poi vende), che tatua i maiali importati appositamente dall’Europa, per vedere come si evolve il tatuaggio durante la crescita dell’animale, e molte altre cosette che lascio a voi il dis-gusto di scoprire.
sì perchè è esattamente questo ciò che fa Wim Delvoye, artista belga residente a Pechino, esplora i tabù della società contemporanea, esorcizzandoli attraverso l’arte.. non so se ci riesca, so solo che ho visitato il suo sito dall’inizio alla fine senza riuscire a fermarmi, completamente rapita da quello che io chiamo “effeto Chihuahua”: attrazione-repulsione, guardare attraverso le dita incrociate sugli occhi, ma senza riuscire a chiuderli.
I cartelli scritti a mano, vera esprssione della gente comune. quelli che troviamo in ascensore, attaccati ai pali sulla strada, sulle serrande dei negozi. spesso fanno ridere, ma a volte mi fanno rabbrividire: accidenti com’è possibile che nel 2000 qualcuno scriva ancora così? e penso alle persone anziane, che mettono il punto per separare le parole, ma poi penso ai giovanissimi, affetti dall’analfabetismo di ritorno.. ok sarà deformazione professionale ma forse è anche egoismo: l’italiano è la mia lingua, è così dura non storpiarla?
L’edera si riallaccerà all’albero e lo coprirà pietosamente con le sue foglie. Pietosamente, poiché il vecchio tronco, ormai, è morto. (Deledda, L’edera)
E’ l’albero che muore piegandosi strangolato dai tentacoli pelosi asciutti dell’edera o l’edera che vive salendo lenta su un corpo non morto ma condannato a morte?
Alla fine di tutto si vede solo un arco secco nel bosco: un tronco secco di quercia sotto foglie secche d’edera. Un’inerte rovina decaduta a riparo per cervi.
Davanti ad un albero ci si trova ad essere soltanto un punto di vista.